Comunicato stampa n.2 del 21.10.2015

L'incontro pubblico del 16 ottobre u.s. a MONTE PORZIO, organizzato dal comitato VALCESANO UNITA sul tema della ricerca di idrocarburi nella VALCESANO, ha visto la massiccia partecipazione di cittadini e Amministratori della vallata, tanto che la Sala Consiliare di Monte Porzio non è riuscita a contenerli tutti.

L'apertura di Giuliano Mancini ha evidenziato come nella VALCESANO si continuano a ripetere progetti di opere impattanti promosse da privati che cercano facili  guadagni, ma che non tengono minimamente conto dei danni al territorio ed ai cittadini sia in termini di salute che di perdita di valore degli immobili.
Basti ricordare la Turbogas di Corinaldo, il maxi elettrodotto Fano-Teramo da 380kV, il maxi eolico a Pergola, opere che avrebbero determinato danni a migliaia di cittadini, scongiurate grazie al fronte comune creato ogni volta tra comitati, cittadini e amministratori.

Ora si presenta un nuovo caso: l'istanza di ricerca di idrocarburi nella Valcesano da parte della MAC OIL S.p.A. 

Ritaldo Abbondanzieri ha illustrato i dati della Società MAC OIL S.p.A. e, dalle verifiche camerali condotte, la società non sembrerebbe avere le capacità finanziarie per sostenere i costi dell'opera, là dove la legge prevede di includere tra i costi anche la valutazione dei possibili danni da questa causati all'ambiente, alla salute ed al patrimonio dei cittadini.

L'intervento del Prof. Leonardo Setti, ricercatore presso la facoltà di chimica industriale dell'Università di Bologna, esperto in temi di risorse energetiche, sia fossili che rinnovabili, ha dimostrato l'assurdità di avviare ricerche di idrocarburi in un momento storico in cui gli impegni assunti anche dall'Italia a livello Europeo ci impongono l'obbiettivo a medio e lungo termine di utilizzo (per l'80%) di risorse energetiche rinnovabili.


La Valcesano è già stata oggetto di trivellazione eseguite negli anni '70-‘80 da parte di AGIP & Altri, trivellazioni che non hanno rilevato giacimenti d’interesse. Nuove trivellazioni potrebbero portare (forse) alla scoperta di piccoli giacimenti, con vantaggi economici solo per la ditta proponente, non risolvendo i fabbisogni energetici nazionali e creando inevitabilmente gravissimi danni ai territori ed ai cittadini: l'estrazione di idrocarburi "desertifica" oltre a non escludere la possibilità di “innescare” terremoti (l’area di ricerca è compresa “nelle zone in cui possono verificarsi forti terremoti), pertanto questo tipo di attività non è compatibile con il NOSTRO territorio che si sta' orientando verso il turismo e l'agricoltura di qualità.

L'interessante dibattito in cui sono intervenuti cittadini e Amministratori è stato concluso da Adriano Mei che ha ricordato ancora una volta“che i cittadini non devono chiedersi  cosa possono fare i responsabili del procedimento per fermare quest'opera, ma cosa possiamo fare noi utilizzando gli strumenti che già abbiamo a disposizione per far valere e difendere i nostri diritti e che, come già fatto in passato per la Turbogas, l'elettrodotto e l'eolico, anche questa volta dovremo utilizzare : diffidare i responsabili del procedimento del Ministero: in primis il Dott. Terlizzese Franco (Direttore Generale del MI.S.E. -funzionario pubblico-, che viene a Senigallia su invito del PD per “tranquillizzare” gli Amministratori locali), il Dott. Saralli Marcello e il Dott. Rigido Mileto; della Regione Marche: il Dott. Smargiasso Mario e il Presidente della Regione Luca Ceriscioli; i Presidenti delle Provincie di Pesaro-Urbino e Ancona; i Sindaci dei Comuni interessati dal permesso di ricercain quanto quest’opera è potenzialmente pericolosa visto che non si possono conoscere con certezza i  rischi da questa derivanti.”

Va da se che di fronte a questa incertezza i pubblici poteri (in questo caso i funzionari che dovranno emettere il parere sull'istanza presentata) hanno l'obbligo di adottare “il principio di precauzione” che, nel caso specifico, imporrebbe il rigetto della domanda,contrariamente chiederemo loro i danni a noi derivanti.

Per tale ragione, già nella serata del 16 ottobre, abbiamo avviato la raccolta diffide che invieremo ai diretti interessati dal procedimento in corso e che ripeteremo nei prossimi incontri che si terranno sul territorio.

L'obiettivo è raggiungere almeno 250 famiglie che firmino le diffide. 

Il Comitato ha messo a disposizione del territorio la propria esperienza maturata negli anni e porterà avanti questa ulteriore vertenza convinto che la si potrà concludere in tempi ragionevoli e con rigetto dell’istanza a condizione che ci sia quell’unità territoriale tra Amministratori e cittadini che è, ed è stata, il fondamento di ogni azione di contrasto vincente in tutte le vertenze seguite dal Coordinamento dei Comitati in Rete Marche.

Cittadini, non sudditi.

Il Presidente del Comitato Valcesano Unita 

                   Giuliano Mancini

 

 

 

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